venerdì 22 gennaio 2016

Il viaggio manca a Dario e Dario manca al viaggio a Esperienze da autobus manca Dario






Mi manchi… mi manchi… facevo finta di star bene, ma manchi…
Fausto Leali rivolgeva queste parole all'amata, io (per fortuna) sentimentalmente sto bene, però una mancanza la sento ed è quella del "viaggio". 
Dopo anni trascorsi in pullman o in treno, macinando chilometri e chilometri, ora mi sento che qualcosa non mi garba. Le esperienze vissute all'interno dei mezzi delle Ferrovie Appulo Lucane sono qualcosa di speciale: spesso si trattavano di situazione goffe e bislacche (come direbbe Barbara D’Urso), ma che in un modo o nell'altro rendevano una giornata pienamente vissuta. Son mesi che non viaggio con regolarità, ma quando lo faccio cerco di cogliere appieno tutti i momenti in cui mi trovo a vivere.
Il panorama, i sorrisi dei passanti, la stanchezza della gente stufa di viaggiare in continuazione, ma certamente soffriranno anche loro dopo che la loro routine pendolare cesserà. Ecco è questo il punto cardine della questione: quando si vive quotidianamente qualcosa si è stufi di farlo, ma non appena non la si fa più sembra che qualcosa che ci appartiene di punto in bianco ci viene sottratta. 
Forse è così che mi sento, ecco perché mi godo appieno un viaggio (seppur scomodo) . Viaggiate, viaggiate e osservate… puntualmente un storia riuscirete a coglierla.


Dario

martedì 19 gennaio 2016

Rhapsody in Blue


Fotogramma tratto da Fantasia 2000 (Disney)



Buongiorno passeggeri, pendolari e viaggiatori tutti!
Oggi è il martedì dopo il lunedì più triste dell'anno ( che vuol dire prendere consapevolezza che non avremo vacanze fino a pasqua), ma non pensateci!
Propongo un esperimento: questa sarà la nostra canzone da viaggio di oggi.
Ogni scena che vedremo, ogni dialogo, passeggiata, ogni momento ci risuonerà così come se la nostra colonna sonora fosse Rhapsody in Blue di George Gershwin. Sarebbe un sogno.
Devo ammettere che spesso vago per la città con Rhpsody in Blue nelle orecchie, assume tutto un aspetto diverso, da la sensazione di essere in una di quelle meravigliose pellicole Hollywoodiane. Cole Porter è ancora in salute e ogni cosa è promessa.

Sembrerà di essere in "Manhattan" di Woody Allen. Avete presente la scena iniziale? Quando sulle note di Gershwin scorrono le immagini della Grande Mela?
.. Anche se in realtà ci troveremo a... non so, Taranto.... a bordo di un autobus dell'Amat...


P.s. vi farò sapere cosa ne esce... fatemi anche voi! 

Sono Curiosa
Buona Giornata miei adorati


giovedì 14 gennaio 2016

Ottimismo a colazione





Esperienze da ‪#‎Amat‬
Ci sono cose che accadono solo sull'autobus numero 3. Si tratta soprattutto di lezioni di ottimismo a prima mattina, potremmo dire a colazione, esperienze che fanno bene mentre vai a lavorare.
Ieri era una giornata di sole, ma la gente sembrava nervosetta a bordo del mio bus. Una signora a cercato la lite con una vecchietta solo perché era lenta a convalidare il biglietto. "Ste fac'a moviola!" ha urlato la donna nervosa, ma la vecchietta non ha reagito sul momento, si è adirata per l'affronto 2 fermate dopo, ma era troppo tardi, la donna era scesa.
Così, anche il meteo si è adattato all'andazzo e da un momento all'altro è iniziato a piovere con il sole... Una pioggerella leggera quasi primaverile. Il ragazzo accanto a me si è depresso immediatamente: "Madoooooò ste chiov! (O Mio Dio Piove) E pure forte!!! Madoooooò che sfiga! Manco l'ombrello mi sono portato, mo devo fare tutta quella strada a piedi..."
Un passeggero per rincuorare il ragazzo gli risponde:"lascia stare figlio mio... Che l'anno scorso pure l'ischemia celebrale agg'avut!"(ho avuto)
che vita di m.....

lunedì 11 gennaio 2016

Cronaca di un lunedì mattina




Valentina non riesce a svegliarsi, nonostante le numerose sveglie: alle 7:00 IPhone, alle 7:30 chiamata del fidanzato, alle 8:00 IPhone.
Valentina finalmente si sveglia e passando dalla cucina per andare in bagno scopre dal telegiornale che David Bowie è morto. Momento di sconcerto.
Tornando dal bagno Valentina si assicura che la notizia sia fondata e ha un altro momento di sconcerto. Valentina adora David Bowie da sempre.
Valentina fa colazione, si lava, cerca un vestito pulito, lo indossa, si trucca, prepara la borsa con distrazione e esce di casa.
Scopre che l'autobus era appena passato, così senza speranza si mette a leggere alla fermata, ma un altro autobus numero 3 arriva subito.
Sale sul bus e trova un posto a sedere, così continua a leggere. “Un matrimonio, un funerale per non parlare del gatto” è un libro che scorre, talmente tanto che Valentina rischia di perdere la fermata. Guccini scrive troppo bene, non si può leggere sui mezzi!





Valentina riesce a scendere arriva a lavoro e al momento di prendere il caffè... niente portafogli... niente documenti... niente soldi... soprattutto niente abbonamento!
“Ho cambiato borsa. Stamattina ho preso gli occhiali, il libro, l'agenda... avevo il portafogli nella tracollina verde”....grazie al cielo niente controllori!

Esperienze da... che culo! (scusate il francesismo)

Canzone da viaggio: ovviamente


p.s ancora non mi sono ripresa....

giovedì 17 dicembre 2015

La mia fermata




Come molti precari della mia generazione ho diversi lavori. Lavoro in una redazione televisiva la mattina, curo la comunicazione di una start up il pomeriggio e scrivo per un meg di cucina nei momenti liberi, ossia di notte.
Sono precaria, precario è il mondo e precario il tempo, precaria è la fermata dell’autobus. Precario è soprattutto l’autobus con cui torno a casa.
Ogni giorno finisco il lavoro in redazione verso le 13,30, al massimo le 13,45. Se tardo quel quarto d’ora succede il patatrac.
Dovete sapere che lavoro in una zona che si trova tra il porto mercantile e la stazione. 
Tra il mare e i treni, le mie cose preferite!
Ma! Ahimè è anche una zona verace, coriacea le definirei. Per esempio la mia fermata è anche zona di passeggio... di prostituzione diurna potremmo dire. 
Stanno lì perché se passa la polizia, loro prendono il bus.
Non ho paura delle ragazze.
Ho fatto abbastanza inchieste sulla prostituzione per sapere che sono schiave, oltretutto mi salutano educatamente tutti giorni ed io ricambio con piacere. E poi cosa volete che mi facciano?
Il mio problema sono gli autobus che non si fermano proprio perché la fermata si trova lì fra le signorine. Così, ma non ne ho le prove, alcuni autisti la saltano, lasciandomi lì... al freddo e al gelo fra papponi e clienti.
Io oltretutto aspetto l’autobus più impalpabile della linea: il numero 3. Non si sa quando passerà, non si sa se passerà, spesso non si sa neanche da dove passerà. L’altro giorno una signora è salita sul bus e ha esclamato estasiata: “Ma allora esiste quest’autobus!”.  
Aspettare il 3 è come attendere un miracolo, fare un voto, insomma ha la stessa incertezza e le stesse improbabile possibilità che accada. Così se ne perdi uno “stai fresco!”. 
La nota divertente è che questa linea attraversa la città nei punti più utilizzati dai fruitori.
Così io sto lì, in mezzo alle mie donnine dell’Est ad aspettare il bus. Le macchine passano e chi è alla guida mi guarda incuriosito, sembra pensare: “Ma anche lei?”.

Ieri un vecchio “rattuso” mi ha chiesto il listino prezzi… ovviamente la mia risposta è stata: "quanto tua moglie!"

lunedì 14 dicembre 2015

Tu per me sei morto!


Se avete visto "How I met your mother" sapete che questo è lo sguardo "Tu per me sei morto" di Lily... ecco era simile!


Buon lunedì viaggiatori! 
Non so come sia iniziata la vostra settimana ma la mia è cominciata con un'esperienza da ‪#‎amat‬!
"Tu per me è muert'!!" urlava in autobus una ragazza al telefono. in italiano significa tu per me sei morto!
Poi ha continuato: "dopo quello che hai fatto sabato non t'ha fa chiù vedè! 

DEVI USCIRE DALLA MIA VITA!" e poi ha abbassato il tono della voce minacciosamente e con lentezza ha scandito: "Tu per me è muert!", mentre con la mano destra mimava il segno della croce e i suoi occhi si stringevano feroci.
Lei si che sa mollare il fidanzato, certo magari il 3 era pieno stamattina e avrebbe potuto cercare un po' più di privacy. Ma quante volte ripensando alle nostre storie passate non ci siamo detti "ma perché non l'ho mandato a quel paese??".
Magari avrebbe dovuto dirglielo di persona, potreste obbiettare!
Ma vi rendete conto di come era irritata? Il poveretto sarebbe morto veramente! Meglio così.
Chissà cosa avrà combinato lui sabato.... ma oramai "Tu per meè muert!"
Non c'è nulla da fare le donne tarantine sono diverse!

Ovviamente  I love Amat!

venerdì 11 dicembre 2015

Film muto


In un autobus ci sono passeggeri ligi al loro dovere che annullano il biglietto, pagano l’abbonamento e si alzano per far sedere vecchietti, disabili, donne in cinta e mamme con bambino.
Sull’autobus ci sono autisti ligi al loro dovere, che si fermano a tutte le fermate, guidano con accuratezza, sorridono e stanno attenti ai loro passeggeri.
In autobus ogni tanto salgono i controllori ligi al loro dovere, lavorano tutto il mese, non solo le prime settimane, controllano i biglietti di tutti e non aggrediscono le persone, le fanno sentire a loro agio e cercano di far rispettare le regole della compagnia.
Poi ci sono passeggeri strafottenti, autisti pazzi e controllori che sfogano le loro rabbie con i poveri avventori.
Oggi invece sull’autobus numero sedici sembrava di essere in un film muto in bianco e nero, mancava Charlotte!
Okay, ora dovete cliccate sul video che parte la colonna sonora.



Immaginate la scena, uno stormo di controllori vestiti di nero e l’autobus vuoto.
Facendo una breve cronaca ricostruttiva le cose sono andate così: un ragazzo è salito a bordo dell’autobus alla fermata prima della mia, si è appoggiato sul sedile, ha preso il portafogli per cercare il biglietto e mentre andava ad annullarlo sono saliti i controllori ed è iniziata la lite.
 Questa ovviamente è la versione del ragazzo. Ora vi dico cosa ho visto io.
Controllori salgono sul bus.
Ragazzo si alza e per convalidare biglietto.
Il controllore dice: “Dove va? Ci ha visto e convalida il biglietto?Favorisca i documenti!”.
Il ragazzo s’innervosisce: “Io stavo cercando il biglietto, quando siete arrivati l’ho trovato e stavo cercando di annullare, ma la macchinetta è rotta”.
Un po’ di lite, uno gesticola l’altro pure.
Un altro controllore chiama la polizia.
Controllore: “Mi favorisca i documenti!”
Ragazzo: “Ma io sono un poveretto, devo andare a lavorare per 250 euro e tu mi devi fare una multa di 100, Meh! Lasciami stare, che cass…”.
Facce atterrite
Controllore: “Ora la denuncio! Noi siamo pubblici ufficiali!”
Altro controllore: “Il collega le ha dato del lei!”
Altro controllore: “Sarebbe dovuto salire con il biglietto in mano, per convalidarlo immediatamente!”
Ragazzo: “Ma non lo trovavo! Rischiavo di perdere l’autobus e fare ritardo”.
Altra lite cruenta.
Controllore: “Mi dia i documenti!”
Ragazzo: “No!”
Controllore: “Si!”
Ragazzo: “No!”
Controllore: “Autista non apra le porte dal centro che questo scappa!”
(peccato perché l’inseguimento sarebbe stato più divertente)
Il ragazzo si calma, entrano altri passeggeri. Lui paga la multa.



Ps…. Nessuno mi ha controllato l’abbonamento o il titolo di viaggio ….